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A dieci anni dal decreto legislativo 231/2001. Problemi applicativi e prospettive di riforma

Convegno di Studi

Sapienza Università di Roma
A.I.D.P. Gruppo Italiano
Diligo

Giovedì 14 Aprile
Campidoglio
Sala Protomoteca
Piazza del Campidoglio 1

Venerdì 15 Aprile
Sapienza Università di Roma
Aula Magna Rettorato
Piazzale Aldo Moro 5

Programma

Atti del Convegno

Sono trascorsi dieci anni dalla “rivoluzione copernicana” avutasi con il d.lgs. n. 231/2001, che ha introdotto nel nostro sistema punitivo la responsabilità da reato degli enti collettivi. Dopo una fase iniziale di sostanziale inerzia applicativa, la nuova disciplina ha cominciato a rivelare grandi potenzialitàma anche svariate criticità, con effetti talvolta dirompenti sulla vita delle società, sin dalla fase cautelare in cui possono trovare applicazionemisure sia interdittive che patrimoniali.
L’interesse costante del legislatore per l’apparato sanzionatorio riguardante gli enti collettivi è testimoniato dal progressivo ampliamento dei ‘reati-presupposto’, che ha determinato problemi sia di razionalizzazione del relativo catalogo che di compatibilità dei criteri di imputazione della responsabilità con gli illeciti colposi di evento (come quelli in materia di infortuni sul lavoro).
Anche l’aspetto più qualificante della nuova strategia preventiva del crimine di impresa, vale a dire i modelli di organizzazione funzionali alla prevenzione del rischio-reato, sconta tuttora significative incertezze, sia per la genericità delle indicazioni fornite dalla legge (e talvolta anche dalle Linee Guida di categoria), che per le difficoltà di adeguamento in talune realtà imprenditoriali (specialmente le piccole e medie imprese). In tale contesto diviene precaria la possibilità di prevedere l’esito di un eventuale vaglio giudiziale del modello adottato dall’ente. Alcuni recenti progetti di legge, come quello messo a punto dall’Arel e il disegno di legge“ Della Vedova” mirano ad ovviare, ancorché con impostazioni differenti, a tali problematiche.
Ulteriori questioni pratiche sono sorte in ordine alla struttura del c.d. organismo di vigilanza e al suo coordinamento con gli altri organi interni di controllo, all’applicazione del d.lgs. n. 231 ai gruppi societari e alle società operanti all’estero, ecc.
Anche la disciplina del procedimentoa carico dell’ente ha conosciuto numerose controversie nella prassi giudiziale, sollecitando in molti casi un ripensamento o un chiarimento legislativo.
Per analizzare efficacemente questo ampio ventaglio di questioni giuridiche e, nel contempo, valutare il reale impatto sinora avuto dal d.lgs. n. 231/2001 nella realtà imprenditoriale italiana, il Convegno vuol essere un fecondo momento di confronto tra esponenti del mondo aziendale, rappresentanti delle istituzioni e i maggiori esperti della materia, anche al fine di individuare possibili soluzioni ed eventuali proposte di riforma legislativa.